Vino
30 Gennaio 2025
Il settore vitivinicolo si conferma come uno dei più dinamici del panorama agroalimentare italiano, nonostante si viva un momento di rallentamento della domanda globale che risente delle incertezze del contesto economico e geopolitico e dei cambiamenti degli stili di consumo, soprattutto tra i più giovani. Il 2023 ha confermato la leadership dell'Italia per export in volume davanti alla Spagna e il secondo miglior piazzamento in valore dopo la Francia, con un rafforzamento del suo ruolo soprattutto nel segmento della spumantistica.
Sono piuttosto positivi i dati anche per il 2024, che indicano un andamento in controtendenza rispetto alla dinamica mondiale. A rivelarlo è l'ultimo report Ismea nell'ambito della RRN 'Situazione congiunturale del settore vino in Italia nel 2024 ed esigenze rispetto alle traiettorie future' che svolge un'analisi accurata delle principali variabili strutturali e di mercato del vino italiano, delineando le sfide attuali e del prossimo futuro.
Tra i dati strutturali, il report segnala un riassetto generale del tessuto produttivo vinicolo, con la crescita dimensionale delle aziende e un profondo processo di rinnovamento varietale grazie alla misura di supporto alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti, che ha riguardato complessivamente 330 mila ettari, ossia quasi la metà dell'attuale patrimonio viticolo. Tra le nuove direttrici che guidano l'evoluzione dei consumi di vino invece, il maggiore interesse per gli spumanti e per i vini a basso contenuto alcolico, la minore domanda di vini rossi, maggiore polarizzazione dei prezzi e un'attenzione crescente agli aspetti salutistici e di sostenibilità ambientale. Saranno questi i fattori, sottolinea il report, che le imprese italiane, facendo ancora leva sulla qualità e guardando ai nuovi mercati, dovranno necessariamente tenere in considerazione nel prossimo futuro.
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