Soft Drink

16 Maggio 2023

Boom del bubble tea, l’Italia rappresenta oltre il 15% del mercato europeo

Il report di Growth Capital conferma la crescita dello snack-drink nato a Taiwan che, solo in Italia, oggi vale 42 milioni di euro


Boom del bubble tea, l’Italia rappresenta oltre il 15% del mercato europeo

Il bubble tea (detto anche "boba"), lo snack-drink a base di tè e latte guarnito con perle di tapioca gommose o gelatine di frutta e sciroppi creato a Taiwan intorno al 1980, continua a conquistare i palati di tutto il mondo. Il mercato globale del "tè con le bolle" nel 2022 vale 2,75 miliardi di dollari e si prevede una sensibile crescita per i prossimi anni con un CAGR del 9% (2023-2030), che va a sostituire quello al 7,8% previsto nel 2021 per il periodo 2020-2027.

Il dato emerge dalla seconda edizione del "Bubble Tea Market Report" stilato da Growth Capital. L’Europa, con un valore di 300 milioni di dollari nel 2022, rappresenta l’11% del mercato mondiale: si attesta come uno dei mercati con il più alto tasso di crescita potenziale e la mancanza di un leader di riferimento lascia grande spazio per l’espansione delle catene europee.

Il mercato del bubble tea in Italia
Secondo le stime di Growth Capital, nel 2022 il mercato italiano del bubble tea avrebbe raggiunto i 42 milioni di euro ovvero oltre il 15% del mercato europeo, e potrebbe crescere a un CAGR del 18% nei prossimi 5 anni (raggiungendo 98 milioni di euro al 2027), per poi allinearsi alla crescita mondiale.

In meno di due anni è cresciuto in maniera considerevole (51%) il numero di bubble tea store presenti in Italia: se a dicembre 2021 erano 156, distribuiti per la maggior parte nei più grandi capoluoghi di regione del Paese (Milano, Roma e Torino), a marzo 2023 sono stati censiti 236 punti vendita. A livello geografico, la maggior parte dei locali (157) si trova nelle grandi città come Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna, Napoli e Genova, mentre i restanti 79 store sono situati tra 23 città di medie dimensioni. Le nuove aperture si sono concentrate soprattutto in vie ad alto flusso pedonale e ad alta densità di uffici, per favorire la natura prêt-à-porter del bubble tea, e nei quartieri cittadini noti come "China Town", facendo leva sull’origine asiatica della bevanda.

Il mercato italiano del bubble tea si conferma altamente frammentato, legato a tre principali catene: Bobble Bobble, che con una market share del 7% è presente con 16 store in 16 città, principalmente nelle provincie di media dimensione, come Benevento, Empoli, Livorno, Lucca, Prato e Savona; Frankly, con una market share del 5% e 11 locali, di cui 5 in centro a Milano, in gestione diretta (DOS); Mistertea, che con 2 store a Milano e un terzo a Monza in DOS ha l’1% del mercato. I restanti store mappati dal report sono indipendenti con meno di 3 negozi, e ricoprono l’87% della market share. Tra questi, spiccano gli store delle due catene asiatiche che hanno fatto il loro ingresso nel mercato italiano: The Alley (in via Paolo Sarpi a Milano), e Yi Fang (a Firenze).

«La forza del brand e la capacità di attrarre e comunicare con la Gen Z e i Millenials sui social network rimangono fattori fondamentali che le catene di bubble tea devono considerare per affermarsi sul mercato», sottolinea Andrea Casati di Growth Capital.

«Notiamo inoltre la tendenza a inserire il bubble tea tra le offerte di esercizi commerciali al di fuori degli store focalizzati su questo prodotto, come catene di yogurt e gelati o di poké, ma anche bar generalisti e supermercati. Questo contribuirà a inserire sempre più la bevanda nelle abitudini dei consumatori, ma allo stesso tempo creerà la necessità - da parte delle catene di bubble tea – di contrastare la produzione di drink simili, ma spesso di minor qualità».

TAG: ANDREA CASATI,BUBBLE TEA,GROWTH CAPITAL,INVESTIMENTI,TENDENZE

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