Attualità
04 Maggio 2022A lanciare l'allarme è il vicepresidente di Mineracqua, Ettore Fortuna

Qualora i rincari delle materie prime e dell'energia dovessero continuare a salire, i prezzi delle bottiglie d'acqua potrebbero aumentare e ciò implicherebbe il rischio concreto dell'uscita dal mercato di alcune delle circa trecento etichette italiane.
A lanciare l'allarme è Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, Federazione che all’interno di Confindustria riunisce il 70% del mercato italiano di acqua minerale, per un giro d’affari totale pari a 2,9 miliardi di euro: «A preoccuparci maggiormente, spiega Fortuna ad Adnkronos, sono i costi di produzione. Tutto è rincarato in maniera insostenibile a partire dal gas metano, aumentato del 417%. Anche il Pet utilizzato per bottiglie ha subito un aumento del 92%, così come la carta, con un prezzo raddoppiato, per non parlare del legno per i pallet salito del 108%, o dei trasporti, aumentati del 20%. Non solo siamo di fronte a costi enormi ma anche di fronte alla circostanza che il materiale non c’è».
Mediamente una famiglia italiana spende all'anno, in acqua minerale, da 110 a 230 euro ma, vista la condizione, questa soglia potrebbe presto aumentare. «La nostra sfida è prezzi bassi e volumi alti. Ma se i prezzi non sono competitivi e vengono meno i volumi allora abbiamo difficoltà a stare sul mercato» prosegue Fortuna. «Gli associati di Mineracqua negoziano aumenti di listino ma qui la situazione è grave».
Ad acuire il problema è la guerra sul fronte ucraino ed anche gli ingenti investimenti legati all'ecosostenibilità. «Continuiamo ad investire in sostenibilità ma questi investimenti sono difficili da poter realizzare perché la situazione finanziaria delle nostre imprese è quella che è. Abbiamo avanzato al governo la richiesta di riduzione dell'Iva attualmente al 22% che, paragonata al resto d'Europa, è abnorme. In Francia è al 5,5% e se si riducesse già al 10% sarebbe un beneficio per il consumatore e darebbe ossigeno a noi e grossisti» conclude Fortuna.
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