15 Ottobre 2012

Più frutta nelle bibite: arriva il no dei produttori


Sanità: i produttori di bevande contro la norma sui succhi di frutta. Per Assobibe e Mineracqua il provvedimento avrebbe inevitabili effetti occupazionali

succo_frutta.jpgAnnullare la norma sull`aumento della percentuale di frutta nelle bibite: è quanto chiedono le imprese industriali che producono bevande analcoliche che parlano di un provvedimento che è "il risultato della fretta e della non conoscenza degli aspetti industriali".

Per il Presidente di Assobibe, Aurelio Ceresoli, «la formulazione approvata mette a repentaglio la sopravvivenza del settore in Italia con imposizioni, uniche nel panorama europeo, che alterano il mercato e limitano la possibilità di offrire al consumatore soluzioni adeguate ai diversi gusti». «Tra gli effetti dei nuovi vincoli sulle percentuali minime di succo - ricorda - non si può escludere l`immissione in commercio di prodotti con più calorie, più conservanti (indispensabili se si aumenta la quantità di succo di frutta), ad un prezzo inevitabilmente superiore. Risultati che mal si conciliano, sia con gli auspici del ministero della salute, sia con il crollo del potere di acquisto delle famiglie».

Per il presidente di Mineracqua, Ettore Fortuna, «spariranno marchi e prodotti venduti ed apprezzati in tutto il mondo, Unione europea compresa, unitamente a linee di produzione, attività industriali e commerciali, investimenti con riflessi anche sugli altri anelli della filiera, a valle ed a monte e, conseguentemente, si ridurrà la vendita di arance italiane. È un provvedimento assurdo quanto inutile, preso senza consultare preventivamente le imprese. Inevitabili - precisa Fortuna - i riflessi occupazionali con la messa in libertà di almeno 3.000 addetti».

Fonte ANSA

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