01 Settembre 2011

Nuove regole per slot e videolotterie per bar, ristoranti e hotel


slot-machine-bar-una.jpgDa oggi entrano in vigore le nuove regole sul contingentamento: ossia il decreto che stabilisce il numero massimo di slot e videolotterie installabili nei locali pubblici. Nei locali che hanno come attività principale l’offerta di gioco (agenzie di scommessa, sale bingo e sale dedicate alle Videolottery per esempio) il numero massimo di videolottery installabili è fissato in 150, mentre in 75 quello delle slot. I requisiti minimi di ingombro prevedono almeno 2 metri quadrati per ognuna delle slot installate. Nelle rivendite di lotto e tabacchi, bar, ristoranti, edicole e altre attività commerciali è consentita l’installazione di un massimo 8 slot.

Alberghi e stabilimenti balneari, invece, potranno installare fino a 10 apparecchi. Le nuove regole prevedono anche che i concessionari di gioco dispongano la rimozione degli apparecchi, se il proprio sistema di elaborazione ne rileva in eccesso nei locali. Da oggi fino al 1° dicembre prossimo nel caso di mantenimento di apparecchi installati in eccedenza rispetto ai limiti imposti dalla legge si applica una sanzione amministrativa di 300 euro al mese per ogni apparecchio, a ognuno dei soggetti responsabili della violazione (concessionario, gestore, esercente).

Quindi per ogni apparecchio eccedente per un mese si versano 900 euro. Dopo il 1° dicembre qualunque rilevazione di apparecchi o videoterminali eccedenti rispetto ai parametri numerico quantitativi comporta l’irrogazione di una sanzione fino a euro 1.000 per ciascun apparecchio eccedente.

E quello di slot e video lotterie è un settore che non conosce crisi. Al leggero calo delle slot, infatti, è poi corrisposto un incremento della raccolta delle videolotterie. Nei primi sei mesi 2011 la raccolta delle videolotterie ha raggiunto i 5,37 miliardi di euro: i giocatori hanno incassato vincite per quasi 5 miliardi e ci hanno speso 379 milioni di euro. Le newslot hanno raccolto oltre 15 miliardi di raccolta, ma il segmento ha perso circa l’1,3% sui 15,2 miliardi dello stesso periodo del 2010.

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