Attualità

20 Luglio 2023

La spesa per i consumi fuori casa torna a livelli pre-pandemici in tutta Europa

La ristorazione veloce risponde meglio alle nuove necessità dei consumatori, ancora in perdita le mense di uffici e scuole 


La spesa per i consumi fuori casa torna a livelli pre-pandemici in tutta Europa

La società di consulenza Circana, nata dall’unione tra IRI e NPD Group, ha pubblicato gli ultimi dati CREST, che rivelano una continua ripresa della ristorazione in Europa grazie al ritorno dei consumatori in bar, ristoranti e in altre strutture.

La spesa totale del settore è tornata ai livelli precedenti alla pandemia (308 miliardi di € nei 12 mesi terminanti a maggio 2023). La Spagna è il Paese con la crescita più consistente (+8% nell’anno terminante a maggio 2023 rispetto al 2019). Segue a breve distanza l’Italia (+3%). La Gran Bretagna mostra un -1%. La Germania rimane poi leggermente indietro con un -2%, mentre la Francia, con restrizioni ancora in vigore all’inizio del 2022, registra ancora un calo (-6%).

Sebbene la spesa dei consumatori sia in ripresa, nella maggioranza dei Paesi i dati rivelano che il settore soffre ancora di un impatto a lungo termine del covid, con 1 consumatore su 4 in Europa (24%) che ancora vede i ristoranti come luoghi dove si rischia di contrarre infezioni. Il dato è inferiore per i luoghi dove è possibile mangiare all’aperto. Per questo motivo, e per via dei cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, quali l’aumento del lavoro da casa e la continua crisi causata dal costo della vita, il numero di visite dei consumatori rimane ancora ben al di sotto dei livelli precedenti alla pandemia: -11%.

L’impatto varia fortemente in base ai diversi canali. Per la prima volta dall’avvento del covid, nel giugno 2022, la spesa dei consumatori per i servizi di ristorazione veloce (QSR) ha superato i livelli pre-covid, raggiungendo l’8% alla fine di maggio 2023. I ristoranti a servizio completo (FSR, Full Service Restaurants) proseguono verso la ripresa (-3% per lo stesso periodo); mentre le mense di uffici e scuole continuano a subire una perdita a doppia cifra dovuta in gran parte alle nuove abitudini lavorative.

Circana rivela che l’aumento medio del conto pagato da ciascun consumatore che mangia fuori casa ha contribuito alla crescita del fatturato (+11% da maggio 2019 al 2023). Sebbene le persone affermino di essere più attente ai prezzi, i loro comportamenti non sono cambiati significativamente: il prezzo come fattore di scelta (17%) è ancora un elemento marginale, mentre la soddisfazione relativa al rapporto qualità-prezzo (65%) e l’intenzione a tornare (60%), restano tra i principali driver di scelta.

Circana ha identificato tre aree chiave di crescita per il canale foodservice:

1. La necessità di socializzare continua a motivare le persone a mangiare fuori (35% a maggio 2023). I dati hanno rivelato una possibilità di crescita per quanto riguarda le visite pomeridiane, che sono aumentate dal 18% nel 2019 al 21% post-covid. Infatti, l’importanza di socializzare e delle visite di piacere è in aumento, a scapito degli acquisti più pratici.

2. Elevata richiesta di alimenti salutari e sostenibili, soprattutto dopo la pandemia. Il 50% dei consumatori ha affermato di essere più propenso a ordinare alimenti salutari nei ristoranti rispetto a prima della pandemia (nel 2019 rispetto al 2022). Inoltre, il 53% dei consumatori predilige ristoranti attenti alla sostenibilità (es. riduzione degli sprechi, dell’uso di plastica).

3. I consumatori amano ordinare con metodi digitali. Che si tratti di consegne a domicilio, ordini da asporto o chioschi, questa spesa ha raggiunto i 31 miliardi di € (dati di maggio 2023). Il servizio “clic&collect” è oggi quello più in rapida crescita: era in aumento già prima della pandemia, ma è esploso durante quel periodo e registra ancora incrementi - con una crescita del 10% rispetto alle cifre del 2022 - fino a raggiungere i 10 miliardi di € nel 2023.

TAG: CIRCANA,FUORICASA,RICERCHE

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