Il 25 e 26 novembre la gamma “Neri” protagonista dell’evento “Roma è servita. È un ritorno alle origini quello del Chinotto Neri, infatti da qualche giorno la società proprietaria della storica bevanda ha stabilito la propria sede a Roma.
Per celebrare questo ritorno a casa, il 25 e 26 novembre prossimi il Chinotto Neri, insieme ad Aranciosa, Limoncedro e Gassosa, sarà tra le bevande protagonista di “Roma è servita”, l’evento organizzato da Metro Italia, uno dei maggiori gruppi distributivi internazionali.
Durante “Roma è servita”, Metro Italia intende presentare in esclusiva ai professionisti della ristorazione e dell’ospitalità tutti i prodotti, le soluzioni e i servizi che si configurano come eccellenze di settore:
«La presenza nella Capitale con una nuova sede e la partecipazione ad un evento di forte richiamo settoriale come “Roma è servita” - dichiara il Presidente Rosario Caputo - sottolinea la nostra volontà di mantenere saldo l’identità della bevanda nell’intero Lazio, in particolare nella città di Roma».
«Roma è servita - aggiunge Massimiliano Maione, Brand Manager di Chinotto Neri - è una importante vetrina che consente di incentivare in modo più razionale ed organico un settore che va fino in fondo sostenuto in modo da esaltare le sue infinite potenzialità. In tale ottica, la nostra partecipazione si configura come un importante tassello di un processo di crescita sia commerciale, che di brand».
Il Chin8 Neri. È una storica bevanda italiana, patrimonio dell’immaginario collettivo romano e laziale,, frutto di una ricetta brevettata in cui partecipano oltre al chinotto (un agrume originario della Cina dal gusto amaro) “citrus aurantium myrtifolia” di forma e dimensione di un mandarino, coltivato industrialmente in Liguria, nella provincia di Savona ed in Sicilia, oltre a varie essenze ed estratti vegetali che conferiscono al prodotto un aroma ed un gusto inimitabili. La produzione del “Chin8 Neri” iniziò nel 1949 con il lancio sul mercato di una bevanda dissetante che somigliasse per colore alle bibite statunitensi che giungevano nel dopoguerra in Italia ma con un sapore originale. I claim di quegli anni hanno fatto la storia del marketing: “Bevi Neri… Neri Bevi” oppure “Non è Chinotto se non c’è l’8” In seguito ad una mirata riorganizzazione aziendale, dal 2012 il Chin8 Neri vanta una produzione ecosostenibile grazie ad un impianto di produzione di energia fotovoltaica della capacità di 1.270.000 kW/h anno, installato su una superficie di 7.000 mq, per un totale di 4.086 pannelli ed una potenza installata di 980,64 kWp, un impianto che consente una mancata emissione annua di CO2 di ben 673.100 Kg per un equivalente di circa 17.000 alberi piantumati all’anno.
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