Attualità

10 Novembre 2023

I cambiamenti climatici fanno ipotizzare un calo della produzione di birra

L'innalzamento delle temperature potrebbe ridurre la produzione di una delle bevande più amate al mondo?


I cambiamenti climatici fanno ipotizzare un calo della produzione di birra

Il costante innalzamento delle temperature potrebbe generare una diminuzione delle rese nella produzione di orzo e della qualità del luppolo. Secondo le ricerche condotte da Asahi, in uno scenario di innalzamento delle temperature fino a 2 gradi, il raccolto d’orzo in Francia potrebbe diminuire del 10% entro il 2050, quello in Polonia del 9% e la qualità del luppolo in Repubblica Ceca potrebbe decrescere del 13%. Queste previsioni sono però “conservative” visto che le previsioni delle Nazioni Unite suggeriscono che l’innalzamento delle temperature medie potrebbe essere maggiore, anche di 2,6 gradi.

Guardando le stime meno ottimistiche dell’Onu, il Financial Times ha calcolato che il raccolto d’orzo primaverile francese potrebbe diminuire del 18% entro il 2050, quello della Polonia del 15%, e la qualità del luppolo prodotto in Repubblica Ceca diminuire del 25%. «Il cambiamento climatico ha già avuto un impatto non trascurabile sul settore della birra, con conseguenze addirittura maggiori del conflitto tra Russia e Ucraina» commenta a tal proposito Atsushi Katsuki, il Presidente di Asahi.

«I prezzi del malto e dell’orzo da malto hanno raggiunto nel 2022 prezzi record, mettendo pressione ai birrai. Oltretutto, con l’innalzamento delle temperature, si prevede una maggior richiesta di birra da parte di consumatori». In futuro, quindi, ci sarà ancora abbastanza birra per soddisfare il mercato?

TAG: ASAHI,ATSUSHI KATSUKI,CLIMA

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