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07 Aprile 2022Il Presidente di Confindustria auspica misure strutturali ed adeguate per far fronte alla crescente crisi

Come ormai è ben noto, l'invasione dell'Ucraina ha aggravato le tensioni sui prezzi ed acuito la scarsità di materie di prime mettendo in seria difficoltà il commercio su scala planetaria, già in crisi per effetto della pandemia. L'incertezza sulla durata del conflitto russo-ucraino alimenta i timori che vanno propagandosi in tutte le attività.
«Oggi formulare previsioni economiche significa dover essere espliciti e chiari nelle ipotesi di contesto da immettere nel modello previsivo» ha dichiarato pochi giorni fa Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, durante la conferenza stampa che ha chiuso la presentazione del Rapporto di previsione del Centro Studi Confindustria.
«Il Rapporto del Centro Studi è stato redatto sulla base di tre ipotesi diverse: una che è quella che oggi appare la migliore possibile e auspicabile, una intermedia, ed infine una terza ipotesi decisamente avversa. A seconda che le armi tacciano con un primo passaggio alla diplomazia entro tre mesi, che invece un vero cessate il fuoco non ci sia fino alla fine dell’anno, o addirittura che arrivi ancora più avanti. I numeri che se ne deducono, però, spaventano e sono tali da dare estrema e ulteriore concretezza all’allarme crescente e inascoltato che da mesi Confindustria ha lanciato».
Secondo Bonomi, oggi, anche nello scenario più ottimistico dei tre, si registrerà una crescita del PIL 2022 sotto il 2% (1,9%) e non più oltre il 4% come invece atteso. Per il 2023 si prevede invece l'1,6%. Prendendo in considerazione la seconda ipotesi invece, la crescita dell'anno in corso scenderebbe all'1,6% e all'1% nel 2023. Per lo scenario più severo, invece, il 2023 segnerebbe inesorabilmente una conclamata recessione.
«Questi sono scenari e numeri che dovrebbero costituire un serissimo allarme generale per le istituzioni e la politica del nostro Paese» evidenzia con forza Bonomi. «Il tentativo, in tutto il 2021, di fronte al crescente richiamo agli enormi rischi della ascesa ripida dei prezzi energetici e delle commodities minerarie e agricole, è stato quello di ripetere che gli aumenti di costo e le difficoltà di approvvigionamenti alla produzione erano fenomeni effimeri e temporali. Per molti versi vediamo intorno a noi oggi un’analoga tendenza: credere che magari tra qualche settimana il conflitto in Ucraina finisca e tutto torni come nel 2019 pre-COVID. Non è stato vero l’anno scorso, non è vero in questo 2022».
Nel frattempo Putin ha annunciato un possibile taglio del cibo ai Paesi ostili alla Russia, tra cui l'Italia.
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