22 Maggio 2020

L`Italia riparte ma solo a metà, ristorazione e turismo le categorie più colpite


L`Italia riparte ma solo a metà, ristorazione e turismo le categorie più colpite

È un bilancio fra luci ed ombre quello delle riaperture del 18 Maggio. Confesercenti stima in oltre 620 mila le attività che sono tornate al lavoro su un totale di un milione. I dati di Formind rilevano che hanno tirato su le saracinesche solo il 67% dei locali. Segnali non poco  preoccupanti che dovrebbero comunque rappresentare l`apice della crisi innescata due mesi fa dal lockdown. Certo sarà improbabile nei prossimi mesi intravedere i numeri e gli incassi di una volta, ma la situazione dovrebbe migliorare. Metro alla mano, mascherine e gel igienizzante, via libera dunque al 70% di bar e ristoranti.

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Tuttavia i consumi di alimenti fuori casa ancora non risalgono, complice anche lo smart working che per molti continua e l`assenza di turisti stranieri nelle nostre città.  In molti poi lamentano regole confuse e pare che parecchi italiani dopo l`esperienza del cibo a domicilio, non abbiano voglia di mangiare fuori casa anche per evitare eventuali contagi. Un`apertura ad ostacoli per ristoranti-pizzerie-trattorie che ha spinto molti titolari a restare chiusi e attendere giugno. Si parla di fatturato in picchiata con punte dell` 80% in meno di ricavi, fatto che ha costretto a casa il 40% del personale dipendente. Ma a pagare il prezzo di questa faticosa partenza, secondo il Codacons, sarebbero anche i consumatori. Diversi locali avrebbero ritoccato verso l`alto il prezzo di caffè e cappuccino. Il dato più preoccupante è quello relativo ai generi alimentari che nel mese di aprile secondo l`Istat sarebbero aumentati del 2,8%. Sul fronte turismo i dati non sono più incoraggianti. Il Centro studi di Unimpresa fa sapere che il coronavirus apre un buco da 8,2 miliardi di euro per il settore del turismo e dei comparti collegati, a causa delle disdette per la ormai prossima estate, con punte che sfiorano l`80%.

Il business delle vacanze corre il rischio di andare incontro a un profondo rosso nei prossimi mesi. Secondo Salvo Politino vicepresidente di Unimpresa, occorrerá abbassare i costi, prevedere l`intervento delle regioni con contributi a fondo perduto per le famiglie che prenotano un soggiorno di almeno cinque giorni, tagliare le tariffe dei trasporti aerei e dei collegamenti con le isole. E considerata l`emorragia causata dalla realistica assenza dei turisti stranieri, puntare tutto sul turismo domestico.

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