«I provvedimenti sul lavoro, fisco, credito o di sostegno economico vanno presto trasformati da annunci in concrete azioni di aiuto alle imprese. Il rischio non è solo la possibilità di crescita del tasso di mortalità del settore, ma anche la perdita del patrimonio di conoscenze e competenze che valorizzano oggi il sistema dell`accoglienza italiano, di cui i Pubblici Esercizi sono una componente essenziale e prioritaria».
È questo l`auspicio contenuto nella lettera che Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe - Federazione dei Pubblici Esercizi, ha voluto inviare a tutti gli associati in questa fase particolarmente delicata. Una lettera nella quale Stoppani sottolinea alcune incongruenze nel provvedimento che ha autorizzato le misure restrittive contenute nel decreto firmato ieri sera dal Presidente del Consiglio.
«Alla fine - scrive Stoppani - purtroppo, si è materializzato quello che ritenevamo tra i peggiori scenari possibili: un provvedimento draconiano, di grande severità, che lascia però allo stesso tempo spazio ad incertezze ed iniquità. Registriamo che sono stati imposti divieti non generalizzati, escludenti cioè molte attività, come quelle industriali, artigianali, agricole, oltre che la distribuzione alimentare e il commercio elettronico, in quest’ultimo caso offrendo un ulteriore vantaggio competitivo alle piattaforme digitali. Se emergenza è, le deroghe dovrebbero riflettere con più coerenza questo messaggio».
Il presidente Stoppani ha comunque voluto rimarcare la serietà con la quale tutti gli operatori del settore si impegneranno ad osservare le prescrizioni contenute nel decreto e ha ribadito la vicinanza della Fipe a tutti gli associati, assicurando la disponibilità a sostenerli e supportarli in questa fase difficile.
Fonte Fipe
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