L’Osservatorio Deloitte per il settore agroalimentare prevede una potenziale crescita del fatturato dell’agroalimentare di 15 miliardi di Euro nei prossimi 3 anni per le aziende che avvieranno percorsi di innovazione. Il comparto è costituito da 8.300 aziende che generano un fatturato aggregato di 125 miliardi €. I dipendenti sono più di 340.000.
Una crescita prevista di 15 miliardi di Euro sul prossimo triennio per le aziende che saranno in grado di fare propri i principi dell’innovazione in ambito produttivo e distributivo, ma anche sui valori che le caratterizzano e nei rapporti con il consumatore: questa la principale evidenza emersa dall’Osservatorio Deloitte per il settore agroalimentare, organizzato oggi presso la Greenhouse Deloitte di Milano.
L’Osservatorio prende spunto dalla pubblicazione Deloitte recentemente presentata al Parlamento Europeo di Bruxelles “Il settore agroalimentare: l’innovazione nei paradigmi”, dedicata all’analisi degli ambiti in cui è necessario agire in termini innovativi per produrre crescita:
«In un momento in cui il settore agroalimentare sta dando prova di forza e vitalità, per le aziende è tempo di cogliere le potenzialità prodotte dall’innovazione in ambito produttivo e distributivo, ma anche rinnovando l’attenzione nei confronti di un consumatore sempre più consapevole, informato e capace di apprezzare prodotti di qualità e rispettosi dell’ambiente» dichiara Eugenio Puddu, Partner di Deloitte e referente Italia per il gruppo di lavoro EMEA dedicato al settore agroalimentare.
In Italia le aziende attive nell’agroalimentare sono circa 8.300, per un fatturato aggregato pari a circa 125 miliardi € e un numero di dipendenti che supera quota 340.000. Nel quinquennio 2012 – 2016 il fatturato del settore è aumentato del 22%. Tutte le diverse specializzazioni del cluster hanno riportato performance positive, in particolare quella dei prodotti dietetici (+56%), quella del tè e del caffè (+35%) e quella delle conserve (+41%).
Di seguito il dettaglio per settore della crescita di fatturato e di EBITDA in termini assoluti e percentuali:

«Si tratta di un patrimonio industriale e culturale di primaria grandezza – afferma Paolo Gibello, Senior Partner Deloitte, autore della ricerca e coordinatore del gruppo di lavoro dedicato al Consumer Products -. Attorno a questo asset il Paese deve saper costruire una serie di iniziative che permettano il rafforzamento del settore e consentano alle aziende di migliorare ulteriormente la propria competitività».
All’evento hanno preso parte al dibattito sul tema:
L’evento si è concluso con un intervento e uno show cooking live Enrico Bartolini, Chef pluristellato.
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