26 Gennaio 2017

Bar italiani, non solo colazione: ecco come cambiano per resistere alla crisi


Un rito identitario e quotidiano per milioni di italiani: non sono presenti solo in 150 comuni su 8000. Un rapporto della Fipe ne traccia l`identikit e ne disegna il futuro.

 
L’indagine, presentata al Sigep di Rimini, il salone mondiale dell’arte dolciaria artigianale, evidenzia dunque il ruolo sociale e di servizio dei pubblici esercizi su tutto il territorio nazionale. Così come quello di animazione urbana anche nei piccoli borghi italiani. Un aspetto, come accennato, assai gradito anche ai turisti stranieri, che apprezzano il carattere distintivo del “bar all’italiana”, la funzionalità, la flessibilità e l’offerta: in particolare il caffè, il cappuccino, i dolci e il nostro modo di fare colazione fuori casa. Piacciono molto anche i bar storici perché raccontano il passato, specie se localizzati in punti suggestivi delle città.

Bar italiani, non solo colazione: ecco come cambiano per resistere alla crisi

Ma come sta cambiando il bar nel nostro Paese? “I dati ci dicono che siamo dinanzi a grandi trasformazioni, purtroppo non sempre positive, come quelle che indicano elevati tassi di mortalità imprenditoriale, costi di gestione insostenibili e un sistema competitivo sempre più difficile", spiega Enrico Stoppani, presidente Fipe. Ecco che allora i bar devono reinventarsi e svolgere nuove funzioni per resistere alla crisi. Come ad esempio offrire servizi di utilità, (pagamento di bollette, acquisto di biglietti, ricariche per cellulari, wi-fi e postazioni internet), e di intrattenimento con eventi, degustazioni ma anche giochi (da quelli Lottomatica alle slot machines).

 
Nel corso degli anni, infatti, il peso della somministrazione di cibo e bevande è calato di 8 punti (dall`85% del 2013 al 77% del 2016), a vantaggio di altri beni e servizi. Tuttavia, oltre a caffè e bevande, a fare da padrona è ancora l’offerta di prodotti artigianali di pasticceria, gelateria e panetteria, magari più orientati a soddisfare la domanda sempre crescente di prodotti “salutistici”. Secondo la ricerca il  65% degli avventori è infatti interessato a trovare al bar prodotti legati al benessere.
 
I bar, ancora poco presenti su Internet (il 70% non ha un sito), difendono però il primato di luogo principe della colazione, senza alcuna distinzione di genere, età o area geografica: più di sei italiani su dieci consumano, con diversa intensità, la colazione fuori casa. Cinque milioni di italiani lo fanno almeno 3 o 4 volte alla settimana, mentre per quattro milioni si tratta, invece, di un rito quotidiano.

Fonte La Repubblica

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