Il ministro Maurizio Martina cambia rapidamente parere sulla norme della Camera che alza la concentrazione di frutta dal 12 al 20%.

Dichiara che «il voto è testimonianza di un grande lavoro di squadra fatto in collaborazione tra Governo e Parlamento. Con l’intervento sulla percentuale di frutta nelle bevande, mettiamo in condizione la filiera agricola e quella alimentare di trovare una sempre maggiore collaborazione, in un’ottica di sistema».
Lo scorso marzo, però, sulla stessa questione, l’attuale ministro delle Politiche agricole avallò il parere "del precedente Governo in Commissione agricoltura sulla questione, diretto ad evitare il rischio di far incorrere l’Italia in una nuova procedura d’infrazione, in quanto la Commissione europea ha evidenziato, tra l’altro, che l’aumento dal 12% al 20% del tenore di succo "naturale" nelle bevande analcoliche non è stato supportato da adeguate giustificazioni scientifiche e che la norma non è conforme con il principio della libera circolazione delle merci”.
Ma anche la norma votata questa settimana dalla Camera non attribuisce basi scientifiche al provvedimento. E forse si limita anche il principio della libera circolazione delle merci. Salvo prova contraria.
Fonte Il Sole 24 Ore
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