La siccità del Brasile rilancia il prezzo all`ingrosso del caffè sui mercati internazionali. Non avveniva dal 2012. E quindi, i consumatori potrebbero dover pagare più cara la tazzina. Il costo dei chicchi è lievitato del 55% dall`inizio dell`anno a causa, principalmente, del pessimo raccolto in Brasile, primo produttore mondiale e in testa alla classifica dei paesi esportatori.

In Brasile non piove da mesi e l`eccezionale siccità ha ridotto la produzione di caffè, restringendo la sua offerta sul mercato. È la prima volta da 14 anni. Dopo anni di prezzi in calo, dal 4 febbraio si è invertito il trend e il rialzo dei prezzo del caffè in grani non conosce sosta, facendo registrare addirittura l`incremento del 23% in soli due giorni la scorsa settimana. Il prezzo delle forniture di caffè ha subito la crescita del 13% la settimana scorsa, arrivando a € 1,2 l`oncia (1.7175 dollari la libbra), con un incremento di 19,10 centesimi al mercato borsistico la scorsa settimana.
Le catene di torrefazione spingono per un rialzo dei prezzi al consumo, ma molte torrefazioni acquistano il caffè con mesi di anticipo e dunque grazie alle scorte ritengono che i prezzi al consumo potranno restare quelli attuali ancora per 15-30 giorni al massimo. E anche se i bevitori di caffè non saranno interessati immediatamente dall`aumento della loro tazzina preferita, potrebbero esserlo, invece, quelli che frequentano i coffee shop come Starbucks, dove il caffè brasiliano ricopre soltanto una quota minimale delle forniture, dall`8 al 10%. Il rally dei prezzi del caffè può offrire opportunità per gli investitori che, rischiando, potrebbero guadagnare in questo percorso accidentato dei prezzi all`ingrosso.
Fonte Italia Oggi
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