01 Ottobre 2013

Iva: dal 21 al 22% anche su food e beverage


È ufficiale. A partire da oggi l`Iva passa dal 21% al 22% e a risentirne, come sempre, saranno i carrelli della spesa. Infatti, l’innalzamento dell’aliquota si sentirà, soprattutto, nel settore dei prodotti alimentari e del beverage: dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all’acqua minerale.

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È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulle principali voci della spesa alimentare interessate dall’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. La maggioranza dei prodotti alimentari di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta sono esclusi dagli aumenti, anche se potrebbero risentire degli effetti dell’aumento dell’aliquota Iva sui carburanti poiché - sottolinea la Coldiretti - ben l’88% della spesa viene trasportata su strada.

Ad essere soggetti al rincaro vi sono anche i tabacchi, l`abbigliamento e le calzature (compreso noleggio e riparazioni abiti e calzature), il settore mobili, gli articoli e i servizi per la casa (compresi tappeti e biancheria), gli elettrodomestici, gli utensili e gli attrezzi da giardino, tutto il settore dei beni e servizi della persona (parrucchiere e trattamenti di bellezza), il settore orologeria, gioielli e articoli da viaggio (borse e valigie).

Inoltre, subiscono l`aumento i servizi legali e di contabilità, prodotti per animali e veterinari, articoli da giardinaggio, servizi di telefonia e fax, apparecchi audiovisivi, informatici, fotografici e cinematografici, apparecchi di ricezione, registrazione, riproduzione di suoni e immagini, strumenti musicali, giochi, servizi sportivi, parchi divertimento, lezioni e corsi per attività ricreative, stabilimenti balneari, articoli di cartoleria e da disegno. Infine, nel settore mezzi di trasporto avranno un aumento dell`Iva l`acquisto di automobili, di motocicli e di biciclette ma anche i pezzi di ricambio e gli accessori.

A preoccupare è però in generale - conclude la Coldiretti - l’effetto negativo dell’imposta sul potere d`acquisto degli italiani con una riduzione dei consumi che rischia di alimentare la spirale recessiva in cui si trova attualmente il Paese.

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