La crisi, si sa, ormai è una spirale che avvoge tutti i settori tra cui ristoranti e trattorie, con i conti ridotti sempre più all`osso. Ad impoverire le tasche dei poveri ristoratori, poi, ci pensano le utenze come luce, gas e fornitori... un costante ed inesorabile aumento dei prezzi saliti del 5% rispetto al 2011.

A tutto questo si è aggiunto il calo della clientela: la stagione estiva appena chiusa ha registrato un calo del 30% sulle presenze rispetto a quella passata. E anche il periodo che si profila all’orizzonte non promette nulla di buono. Infatti, l`autunno per i gestori non è mai stata una stagione favorevole, e adesso che c`è la crisi, lo sarà ancora di più. Per abbassare i costi, infatti, alcuni chiuderanno i proprio locali nei primi giorni della settimana, per riaprire solo per il weekend.
Sulla Riviera Romagnola, terra di vacanza a tutto tondo, le lamentele dei ristoratori sono numerose a partire dal fatto che la gente frequenta meno i locali e, per risparmiare, prende un primo e un antipasto in due, anziché a testa come invece accadeva prima. Poi, sono in programma le "domeniche a piedi" che daranno un`ulteriore mazzata all`economia del turismo romagnolo, già peraltro in forte difficoltà e con tante attività di fatto sull’orlo della chiusura.
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