Attualità
26 Settembre 2022Il governo iberico ha messo a punto un progetto di legge sulla prevenzione delle perdite e degli sprechi alimentari

Se ne parla con insistenza dall'estate che ci siamo appena lasciati alle spalle: in Spagna, a partire dal 2023, sarà vietato buttare il cibo. In virtù di un poderoso piano anti-spreco, medie e grandi imprese saranno costrette ad osservare una serie di accorgimenti finalizzati ad evitare ogni dispendio di risorse alimentari. La frutta non più vendibile, ad esempio, potrà essere trasformata in succhi o marmellate, e i ristoranti dovranno obbligatoriamente dotarsi della doggy bag.
Ispirato chiaramente all'economia circolare, il disegno di legge spagnolo da un lato pone fine agli sprechi e dall'altro si impegna sul piano etico giacché mette in relazione ristoranti, organizzazioni di quartiere e banche alimentari per un progetto solidale nei confronti dei meno fortunati. Le multe per chi non seguirà il protocollo saranno salatissime, sino a 500.000 euro.
Come scriveva Francesco Seminara su La Repubblica poche settimane fa, sarà per tutti un obbligo morale, inclusa la grande distribuzione. «Il governo propone a supermercati e ai negozi alimentari, linee di vendita per prodotti "brutti, imperfetti o poco attraenti", dal momento che parte delle 1.300 tonnellate di cibo sprecato in Spagna ogni anno deriva anche dagli inestetismi del cibo. In più, pensa ad offrire fra gli scaffali prodotti stagionali, locali e biologici, educando alla comprensione dei tre termini. Prodotti che rispettino i reali cicli naturali senza l’impiego di dissertanti, pesticidi e ausili chimici vari non sono “perfetti”, ma tutto quello che appare poco attraente è in realtà ben più naturale e salutare».
E l'Italia invece? Pare che il nostro Paese abbia ancora molta strada da fare in tal senso ma è auspicabile che l'esempio spagnolo, specialmente in una fase storica così delicata come quella che stiamo vivendo ora, possa essere preso a modello e replicato.
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