L'attesa ripresa post pandemia sembra allontanarsi e trasformarsi in un miraggio

Le speranze con cui si era aperto il 2022 si arenano inesorabilmente in un clima di sfiducia, timori ed incertezze. «L’economia italiana non arriverà ai livelli pre-pandemia ad aprile» afferma lapidario Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, che attribuisce allo scoppio della guerra Russo-Ucraina il blocco della speranza di ripresa che tutti attendevano.
Blangiardo lancia anche l'allarme per l'inflazione: «Come statistiche ufficiali non siamo in grado di dare un'indicazione rispetto a qualcosa che non è sotto controllo. Viviamo praticamente alla giornata con un livello preoccupante di prezzi soprattutto per le famiglie meno abbienti. Al momento non c'è nulla che faccia sperare che le cose possano migliorare».
A fare da cornice alle affermazioni di Blangiardo è la fiammata dei prezzi del carrello della spesa: i beni alimentari hanno registrato un aumento del 4%. Le fasce più deboli della popolazione fanno fatica ad acquistare i beni essenziali e di prima necessità.
A ciò, come se non bastasse, si aggiunge anche il calo nascite: «Il rischio che questo nuovo clima di incertezza possa annullare ogni possibile ripresa delle nascite in Italia non è così remoto» sostiene ancora il Presidente dell'Istat, che conclude: «Gli effetti sarebbero quelli di giungere a stabilire anche nel 2022 un nuovo record al ribasso della natalità nella storia d'Italia, e questo sarebbe il decimo record consecutivo».
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