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Portare il made in Italy all’estero è un investimento, di questi tempi, forse più certo che puntare sull’Italia, segnata da grosse difficoltà. Forse, dicevamo, perché un imprenditore come Farinetti, che pure ha guardato sempre all’estero, non abbandona l’Italia e investe proprio sul suo territorio.
«Economicamente noi siamo aiutati dai grossi affari che abbiamo messo in piedi all’estero. (…) L’Italia non è in una buona condizione, ma la nostra idea punta a convincere le persone che quello che mettiamo nel nostro corpo è molto più importante dell’esteriorità» Così Farinetti spiega la volontà di aprire un altro punto di Eataly che vedrà la luce a Piacenza, probabilmente a Natale, anche se nei mesi scorsi la città papabile era Parma.
«Piacenza ci piace molto per il numeroso gruppo di piccoli produttori di altissimo livello, che noi aiuteremo a farsi conoscere di più – ha continuato Farinetti».
Eataly, presidio di Slow Food allineerà sui suoi scaffali le tipicità locali, come da filosofia di questa catena; si vedranno dunque prodotti a filiera corta, come la birra e le burrate, non solo acquistabili, ma a degustabili nei punti di ristorazione.
Ma la corsa all’investimento sul territorio non finirebbe a Piacenza, ma proseguirebbe salendo ancora lo stivale, fino a Cuneo.
Il comune piemontese, infatti, ha ottenuto 12.800.000 euro di finanziamenti europei per lo sviluppo di alcune aree urbane: tra queste c’è la tettoia Vinay di piazza Foro boari, destinata alla vendita di prodotti enogastronomici di qualità. Questo punto di Cuneo ha catturato l’attenzione di Farinetti che qui potrebbe creare una nuova sede di Eataly.
Dal Comune spiegano che è stata approvato l’ampliamento della superficie utile da destinare alla vendita di prodotti, ora l’ulteriore passo è il Bando per la gestione del complesso. La presenza di Eataly, però è auspicata.
Francesco Farinetti, figlio di Oscar e amministratore delegato dell’azienda, accarezza volentieri l’idea di aprire a Cuneo: «Dopo i punti vendita previsti in altre parti d’Italia, ora siamo particolarmente interessati a Cuneo, che consideriamo strategica per il nostro sviluppo futuro. Parteciperemo al Bando e, se non dovessimo aggiudicarci la gara, siamo comunque assolutamente intenzionati ad essere presenti nel capoluogo della Granda».
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