Non è roseo, raccontano i dati dell’Osservatorio Fipe, il quadro congiunturale nel primo trimestre 2012.
Lo stato di salute percepito dai pubblici esercizi sul settore scende di 27 punti. I giudizi sull’andamento della
clientela mostrano sofferenza: il saldo peggiora di circa 32 punti attestandosi a –68,5. Interrogati sulle singole attività, i gestori danno risposte poco positive: il saldo delle risposte scende di ben 40 punti . In pratica otto intervistati su dieci riportano un calo del numero dei coperti in relazione al trimestre precedente. Le dinamiche dei prezzi, di contro, permettono di respirare: i saldi migliorano di 2,6 punti per
l’acquisto di materie prime e di 8,7 punti per la vendita.
Nonostante le difficoltà affrontate dai pubblici esercizi, il clima di fiducia è in lieve miglioramento, probabilmente anche per la stagione calda che sta per arrivare e che fa ben sperare. Certamente il clima di fiducia migliora rispetto a tre mesi fa, ma se paragonato a quello dello stesso periodo nel 2011, è sempre basso: l’indicatore sintetico sul clima di fiducia
peggiora, infatti, di 13 punti rispetto al IV trimestre 2011, tornando ai livelli peggiori del
Riguardo ai prezzi, i dati Fipe mostrano che a marzo i prezzi dei servizi di ristorazione sono aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto allo stesso mese di un anno fa. L’inflazione acquisita è pari all’ 1,4%. Nello stesso periodo l’inflazione generale si è attestata a +0,5% (mese precedente) ed a +3,3% (anno precedente). La forbice tra prezzi della ristorazione e prezzi generali si consolida intorno al
differenziale già registrato a febbraio.
Gli aperitivi continuano a mantenere una dinamica dei prezzi sostenuta, che supera l’inflazione generale. I prodotti stagionali, come il gelato artigianale, subiscono sensibili incrementi. La caffetteria resta sugli stessi livelli registrati il mese precedente e resta ben al di sotto del tasso di inflazione generale. Per la ristorazione tradizionale i listini continuano a restare moderati. In un anno l’incremento si ferma a +1,9%. Più vivace la dinamica dei prezzi della ristorazione veloce che, tuttavia, resta ben al di sotto dell’inflazione generale.
Fonte: Fipe
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