Dappertutto si parla di cali dei consumi, contenimento da parte delle famiglie, meno propensione agli acquisti. Per i bar, tuttavia, la situazione è stata abbastanza soddisfacente nell’appena trascorso 2011, sebbene, anche qui, si sente che i clienti hanno perso potere d’acquisto. A dircelo è un’indagine Crest/Npd Group secondo il quale il comparto bar chiude il 2011 positivamente.
Le presenze dei clienti aumentano, lo scontrino medio accenna ad un timido “più”.
Aumenti di lieve entità, ma sempre aumenti che, stando al quadro economico di recessione generale, sono comunque un successo. Il bar sugli altri segmenti fuori casa è il segmento che sta “meglio” in salute; registra molte visite, soprattutto grazie alle colazioni a cui gli italiani non rinunciano, e sorpassa così le presenze dai ristoranti.
Anche il fatturato è superiore rispetto a quello degli altri pubblici esercizi.
La prima colazione, come detto, è l’occasione di consumo regina nel bar (corrisponde alla metà delle visite totali). Resiste alla pressione della crisi che spinge a fare colazione a casa e al competitor del vending, in crescita.
Oltre alla colazione anche il momento dell’aperitivo registra buone performance. C’è un incremento nella richiesta di cibo e piatti unici uniti al drink; di contro, calano i piatti unici nei ristoranti. Sembra che l’aperitivo sia diventato in moltissimi casi una alternativa alla cena. L’aperitivo con buffet si sta diffondendo in tutta la Penisola. L’aperitivo da un lato è conviviale, dall’altro è economico rispetto ad una cena. L’ideale, in altre parole, per chi mangia fuori casa senza più troppa liquidità nel portafogli.
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