16 Aprile 2019

Gli italiani preferiscono l’acqua minerale, ecco i dati dell’Istat


Gli italiani preferiscono l’acqua minerale, ecco i dati dell’Istat

Gli italiani non si fidano nel bere acqua di rubinetto e preferiscono spendere 12 euro al mese per la minerale. Secondo l’Istat, la percentuale delle famiglie che preferisce le bottiglie di acqua minerale (causando indirettamente maggiore inquinamento di plastica) è sì diminuita passando dal 40,1% del 2002 al 29,0% del 2018, per un numero complessivo di famiglie pari a 7 milioni 500 mila, ma resta comunque elevata.

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E notevoli sono le differenze territoriali: si passa dal 17,8% del Nord-est al 52,0% delle Isole, con la percentuale più elevata in Sicilia (53,3%), seguita da Sardegna (48,5%) e Calabria (45,2%). È l’Umbria in testa per il consumo di acqua minerale. Se, secondo l’Istat, sono il 63% le famiglie in cui almeno un componente beve quotidianamente oltre un litro di acqua minerale la percentuale piuù elevata si registra nelle Isole (69,0%), quella più bassa al Sud (55,8%). Tra le regioni è l’Umbria a guidare la graduatoria (71,0%), per il Trentino-Alto Adige si registra il valore più basso (43,7%). Nel 2017, considerando tutte le famiglie italiane, la spesa media mensile calcolata per il consumo di acqua minerale è pari a 11,94 euro, in aumento dell’11,1% rispetto al 2016.

Le famiglie che nel 2017 hanno dichiarato di acquistare acqua minerale nei 14 giorni di compilazione del Diario spese sono il 69,8% del complesso delle famiglie italiane, con una spesa pari a 7,88 euro. Frequenze di acquisto superiori alla media si riscontrano in alcune regioni del Mezzogiorno. La quota di famiglie che effettuano la spesa supera il 75% nelle regioni: Sicilia (78,8%), Campania (78,0%), Abruzzo (76,9%) e Sardegna (76,3%). I valori più bassi si riscontrano in Trentino-Alto Adige (35,5%) e in Valle d’Aosta (50,2%). Le famiglie che hanno dichiarato di effettuare questa spesa rappresentano il 78,3% del totale. In particolare, tali valori sono superiori al 90% in cinque regioni, localizzate nel Sud e nel Centro: Abruzzo (94,8%), Basilicata (94,1%), Puglia (91,3%), Molise (90,6%) e Umbria (90,1%). Le percentuali piu’ basse si registrano nel Lazio (60,1%) e in Lombardia (62,0%). Rispetto al 2014, si osserva nel complesso una crescita delle spese familiari per acqua minerale (+20,6%) maggiore rispetto a quelle per la fornitura di acqua alle abitazioni (+11,8%).

Fonte l`Opinionista

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