I must 2018 della mixology sono il Signature Serves, il Culinary Cocktail e il Cocktail at Home, drink aromatici altamente scenografici.

“Signature Serve” - drink non replicabile altrove - vede Giuseppe Cipriani (inventore dell’iconico cocktail “Bellini” all’Harry’s Bar di Venezia) come capostipite storico, mentre il “Culinary Cocktail” è una “reinterpretazione” da bere di un piatto noto. A tal proposito, emblematico è il titolo del libro del bartending Matthew Biancaniello: “Eat your drink”, oggi non solo un titolo ma un vero motto per tutti.
Oltre al contenuto del drink, oggi la sua preparazione scenografica è moda: la mixology diventa in questo modo un gancio per catturare il cliente che aspetta il suo cocktail dopo aver visto la preparazione artistica e teatrale.
Per teatralizzare la preparazione, ecco in scena affumicatori con essenze a base di fiori, erbe e frutti dolci; vaporizzatori per spargere aromi che coinvolgono l’olfatto, carrelli-cocktail che ampliano il coinvolgimento del cliente. Fra le attrezzature, poi, come non menzionare le mini-pinzette per guarnire il bicchiere con frutti e fiori, oppure le molle ad incastro che nello shaker emulsionano gli ingredienti ancora meglio.
Le attrezzature tech, in definitiva, diventano essenziali e imprescindibili, un vero trend del momento.
Foto Flickr
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