12 Gennaio 2017

Vino: ora è patrimonio culturale e paesaggistico


Con l`entrata in vigore del "Testo unico del vino", il vino, i prodotti della vite e i territori vinicoli, verranno salvaguardati quali "parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonché frutto di un`insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni".

Vigna.jpg

img_248710.jpgÈ quanto prevede l`articolo 1 della "Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino". «Quanto di più bello - commenta entusiasta il direttore generale di Federvini Ottavio Cagiano de Azevedo - per il settore; è una cosa bellissima per tutti i produttori e per il Paese che riconosce e si impegna a tutelare il valore del comparto in termini di sostenibilità sociale, economica, ambientale e culturale».


«Come operatori - continua il DG di Federvini - non siamo contenti al 100% del Testo Unico ma è un passo che andava fatto. Ci sono ancora retaggi e strozzature burocratiche ma un po` di semplificazione è stata introdotta. Speriamo che i decreti applicativi del Mipaaf aggiungano qualche nuovo taglio lineare ai carichi burocratici e continuino la semplificazione. Una di queste è stata la "dematerializzazione". Come tutte le novità, il Registro ha spaventato molti ma siamo sopravvissuti al passaggio del primo gennaio».

«L`investimento - ha precisato Cagiano - è alla portata anche delle piccole aziende e tanto più lo Stato investirà sulla banda larga tanto più migliorerà la vita degli operatori che fanno impresa non nelle grandi città ma in aree rurali e remote. Detto ciò, il ministero delle Politiche agricole ha dimostrato in questo passaggio un atteggiamento collaborativo e formativo. Sta accompagnando sulle strisce pedonali gli imprenditori che vogliono attraversare la strada, e fino ad aprile non sono previste sanzioni in caso di errore. Il Registro è un passo avanti, e gli obiettivi meritano qualche difficoltà in fase di rodaggio».

Fonte ANSA

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