Oggi servire e preparare un cocktail sono una vera e propria forma d’arte. Si possono trovare strani "abbinamenti" somministrati in maniera particolare. Nuove tendenze che cambiano non solo in Italia, ma in tutto il resto del mondo, come ci spiega Stefano Nincevich di Bargiornale, moderatore della prima serata del talkshow itinerante L`arte dell`Aperitivo, appuntamento con cui Sanbittèr ha deciso di festeggiare il 225° anniversario dalla nascita dell`aperitivo italiano.

In Italia, per esempio, al Bitter Bar di Roma, si può trovare un menù di cocktail per vegani. Al Nu Lounge Bar di Bologna, invece, servono piatti e drink Newyorkesi. Occhio al Dry di Milano, locale aperto dallo chef Andrea Berton, dove si possono bere cocktail vintage, con ricette risalenti persino all’800! Inoltre, i barman italiani sono molto richiesti nel mondo: a Londra (capitale mondiale del cocktail secondo Nincevich) il nostro Agostino Perrone del Cannot Bar, arriva al vostro tavolo con un carrello e vi prepara un cocktail come lo volete voi, con tutte le variazioni del capriccio del momento; sempre a Londra, Salvatore Calabrese, al Playboy Club, prepara cocktail d`epoca usando liquori originali del periodo. Più fortuna per Cristina Bini che, nel suo locale di New York, abbina cucina toscana di alto livello e drink.
Italiani e non solo. Ad avere la meglio al Bacardi Legacy Cocktail Competition (una gara chem che dal 2008 individua barmen in grado di creare cocktail) è stato Tom Walker (che lavora nell’American Bar dell’Hotel Savoy di Londra) con il suo Maid in Cuba, cocktail preparato con assenzio, menta e cetriolo. Come abbiamo già accennato, anche il modo di servire un cocktail è diventato alquanto "particolare": se un barman shackera come se stesse sbattendo le ali, sappiate che sta adottando una sofisticata tecnica inventata da un bartender giapponese chiamata "Butterfly". Per quanto riguarda la decorazione, si gioca con i colori e la densità di ghiaccio, liquidi e zuccheri per creare cromi spettacolari. Un pool di chef ed esperti danno ulteriori suggerimenti sul sito Foodpairing.com.
Ultima "stranezza" (ma solo in ordine di tempo) è la Mojito Meastros App, un’applicazione dove è possibile trovare i consigli-guida di Sebastiano Rovida (chef dei programmi FuoriMenù e Finger food Factory) sulla preparazione del Mojito Cubano doc. In abbinamento, anche le ricette di due finger food: il gambero in tempora e maionese piccante e il Sandwich al salmone, rucola e mandorle. Inoltre, si possono caricare le vostre foto, con la possibilità di premi in palio. È proprio il caso di dire che il Mojito è diventato un cocktail che va servito... a casa!
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