Aromatici, naturali, di una qualità diversa e originale. Così si presentano i vini neozelandesi, illustrati a Roma, in abbinamento alla cucina dello chef Gaetano Costa al Boscolo Aleph, in una iniziativa promossa dal wine club Vivanova in collaborazione con l`Ambasciata della Nuova Zelanda e dell`Ufficio Commerciale, New Zealand Trade and Enterprise.

«La sostenibilità totale - ha detto l`ambasciatore della Nuova Zelanda Trevor Matheson - è una linea guida per i viticoltori neozelandesi, che nel 94% dei casi hanno formalmente aderito a progetti certificati di sostenibilità ambientale. Un rispetto della natura declinato quindi in azioni concrete per un vigneto che complessivamente nel 2012 ha prodotto 194 milioni di litri di vini. La tradizione vinicola in questa remota regione dell`altro emisfero risale al 1800, quando immigrati dall`Italia, Grecia e Germania in particolare arrivarono portando barbatelle. I nostri vigneti, ora presenti in nove aree vocate, hanno quindi progenitori europei». «Nel periodo 2008-2012 - ha precisato l`ambasciatore Matheson, l`export ha raggiunto il valore di 1,2 miliardi di dollari neozelandesi ed è praticamente raddoppiato in 4 anno, passando da 89 milioni di litri a 178,9 milioni di litri».
Nel corso della serata romana - Bradley Mitton del wine club che ha sedi a Berlino, Milano, Montecarlo, Praga e Varsavia - ha condotto i partecipanti alla scoperta dei vini della regione del Marlborough. La Regione, a Sud di Wellington, è la più importante regione vitivinicola della Nuova Zelanda dalla quale proviene il 77% della produzione vinicola neozelandese. In tutto il mondo - secondo gli esperti neozelandesi del settore wine - non esiste un altro vino che abbia lo stesso sapore del vino del Marlborough; l`equilibrio dato dalla purezza e l`intensità dei sapori, l`aroma avvolgente, le note fruttate e un accattivante bilanciamento dell`acidità è semplicemente meraviglioso.
In particolare sono stati presentati i vini Sliding Hill Sauvignon Blanc 2013, Auntsfield Estate Single Vineyard Chardonnay 2011 e Sliding Hill Pinot Noir 2011. Con un corale invito agli enoappassionati italiani: "Please, enjoy our wines".
Fonte ANSA
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