Semaforo verde dalla nona sezione del Tribunale europeo alla registrazione del marchio Panini, storico brand di figurine, per il settore delle bevande. I giudici europei nella sentenza T-487/12 hanno, infatti, respinto il ricorso di una società tedesca contro la registrazione del marchio modenese nella classe 32 quella cioè che raggruppa birre, acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e sciroppi.
La vicenda
Il caso nasce nel 2009 quando la società italiana Panini spa chiede all`Ufficio per l`armonizzazone del mercato interno la registrazione per bevande dello stesso marchio utilizzato per le figurine. Lo Uami procede, quindi, con la registrazione e la domanda di marchio comunitario viene pubblicata sul Bollettino ad hoc n.29/2010 il 15 febbraio del 2010.
Il ricorso
Di qui l`opposizione della società tedesca Eckes–Granini Group Gmbh che lamentava una coincidenza con il proprio marchio "Granini" registrato per le bevande sia in sede comunitaria che in sede nazionale. L`azienda tedesca ha sollevato un conflitto basato sulla somiglianza dei marchi e l`identità dei prodotti che avrebbe a suo dire ingenerato confusione per il pubblico con il rischio di indurre i clienti ad associare i prodotti alla stessa azienda. Ma né la divisione di opposizione prima né la commissione d`appello Uami, poi, hanno accolto le doglianze della casa tedesca: i marchi Panini e Granini, hanno concluso, contengono una debole somiglianza grafica e fonetica e una chiara differenza concettuale.
Il Tribunale
L`azienda tedesca si è, quindi, rivolta al Tribunale Ue per l`annullamento della decisione della commissione di appello dell`Uami. Ma all`esito delle valutazioni i giudici comunitari hanno di fatto confermato l`assenza di conflitto tra marchi concludendo che sebbene esista una labile somiglianza fonetica si tratti comunque di una caratteristica meno impattante rispetto alla grande differenza visiva tra i due brand. E che quindi i due marchi non possono essere confusi producendo una forte distinzione concettuale nel pubblico di riferimento.
Fonte Il Sole 24 Ore
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