L`Italia è il paese al mondo che esporta di più e che, nonostante il periodo economico non troppo favorevole, continua ad avanzare anche sui mercati internazionali. Il vino italiano continua a non avere rivali, sia per la diversità delle sue etichette che per la capacità di abbinarsi a piatti anche di culture diverse.
Una capacità riconosciuta anche dall’80% dei winelovers, italiani e non, che hanno messo tra gli abbinamenti preferiti, la coppia Franciacorta/Sushi, seguita dal cheeseburger americano con il Lambrusco, il pollo indiano Tandoori con il Gewurztraminer, che piace anche con il maiale in agrodolce e riso alla cantonese from China, il cous cous di carne con il Nero d’Avola, il kebab con Barbera, Chianti Classico e Prosecco, il messicano chili con carne e fagioli rossi, con il Chianti e Barbera. Il sondaggio, lanciato da www.winenews.it e Vinitaly, fa emergere che il vino italiano è un vero conquistatore di culture lontane, un concetto rafforzato anche dai dati dell’export - primo semestre 2013: +8,4% Nord America, +15% Cina, +28,8% Corea del Sud, +27,7% Giappone e +13% Hong Kong.
Per quanto riguarda gli abbinamenti, sempre dal sondaggio, si evince che se per il 20% dei giapponesi l’abbinamento top è dato dal Franciacorta e Sushi, il 10% preferisce il Soave e il Sauvignon; mentre l’8% opta per il Gavi, il Riesling, il Pigato o il Vermentino, ed il 4%, invece, abbina al riso e pesce crudo il Trebbiano, la Ribolla Gialla, il Prosecco, il Fiano e la Falanghina. In Cina, con il maiale in agrodolce e riso alla cantonese il 17% degli intervistati abbina il Gewurztraminer; segue il Prosecco (13%), mentre, a pari merito, con il 7%, ci sono il Sauvignon, il Sangiovese, l’Amarone, il Riesling, il Chianti Classico, lo Chardonnay, il Valpolicella, la Malvasia, il Sagrantino di Montefalco e il Vermentino.
Il Gewurztraminer si aggiudica il primo posto anche in India, il 46% lo preferisce in abbinamento con il pollo Tandoori; il 22% preferisce il Barbera, l’8% il Chianti Classico, il Sauvignon, la Falanghina e il Dolcetto.
Restando in Oriente, nessuna etichetta italiana, si aggiudica il podio con la “canh chua ca”, la tipica zuppa di pesce vietnamita molto piccante e speziata; a pari merito, il Verdicchio di Jesi (20%), il Chianti Classico (20%), il Bolgheri (20%), il Dolcetto (20%) e il Greco di Tufo (20%).
In Africa, il 40% sceglie il Nero D’Avola in abbinamento con il cous cous di carne; il 20% preferisce il Lambrusco Frizzante, mentre il 16% il Chianti Classico; il Nerello Mascalese, il Syrah e il Merlot ottengono l’8%. Negli Stati Uniti il cheeseburger si lega al Lambrusco per il 48%, il Chianti Classico ottiene il 24%, seguito dal Barbera, dalla Malvasia e dal Dolcetto con l`8%, mentre l’ultimo posto spetta al Bardolino con il 4%.
In Messico, con il chili con carne e fagioli rossi se la contendono pari medito il Chianti e il Barbera con il 20%; di poco distante, Lambrusco (16%) e Sagrantino di Montefalco (10%); a seguire il Morellino di Scansano e il Primitivo (8%), mentre il Negramaro e il Cannonau si aggiudicano il 4%.
Ma, con il kebab turco come di comporta il nostro vino? Qui, sono 3 le medaglie d`oro alle nostre etichette italiane: Barbera, Chianti Classico e Prosecco con il 30% delle preferenze. Il vino italiano conquista il mondo facendosi veicolo del "made in Italy", riuscendo a legarsi a culture "straniere" molto lontane dalla nostra. Secondo le prime stime, considerando i risultati positivi del primo semestre 2013, a fine 2013 l’Italia potrebbe registrare il record dei 5 miliardi di euro nell’export di vini.
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