
Il sorpasso è avvenuto per poco. Infatti, analizzanto i numeri: 40,8 milioni di ettolitri per l`Italia, 40,5 milioni per la Francia. Tirando le somme, secondo la Coldiretti, è vero sì una vendemmia magra (-3% sulla Penisola, -19% nell`Esagono), ma di alta qualità. L`impegno da parte dei nostri vignaioli è grande, la qualità delle uve è alta, ma il problema resta sempre quello di valorizzazione maggiormente il nostro prodotto. In questo i francesi sono più bravi. Con il loro marketing riescono a vendere meglio il loro nome e mantenere prezzi più alti.
Una tesi sostenuta anche dai dati del Vinitaly: nell`ultimo anno il consumo interno è sceso dell`1% e in 15 anni è calato da 55 a 43 litri pro capite; tuttavia, gli italiani sono diventati sempre più esigenti e sempre più alla ricerca della qualità favorendo, così, le vendite dei vini Doc, cresciute del 2%. A questo si aggiunge il record storico nelle esportazioni che crescono dell`8% per arrivare a quota 4,5 miliardi a fine anno contro i 4 miliardi circa del 2011 e i 3,7 miliardi dell`anno prima. Proprio mentre la produzione di champagne crolla del 26% e in Francia la domanda per le bollicine made in Italy cresce del 35% a un passo dai 10 milioni di bottiglie vendute.
Sul fronte internazionale la produzione a fine anno calerà del 6% a 248,2 milioni di ettolitri, ai minimi dal 1975 con un trend di crescita solo negli Stati Uniti (20,6 milioni di ettolitri, +7%), in Australia (11,6 milioni di ettolitri, +4%) e in Sud Africa (10 milioni di ettolitri, +4%). In Europa, ad influenzare negativamente la produzione, sono state la riduzione della superficie coltivata a vigneto e l`andamento climatico anomalo che ha condizionato la produzione a livello globale. Di conseguenza è ipotizzabile un aumento generalizzato dei prezzi per far fronte ai costi di produzione: una crescita che in Italia, nei primi sei mesi dell`anno, si è tradotta in un rialzo medio del 7%.
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