Vino

28 Ottobre 2024

Vino dealcolato, c'è la norma ma i produttori si sentono beffati


Vino dealcolato, c'è la norma ma i produttori si sentono beffati


C'è preoccupazione in merito alla bozza del decreto accise proposto dal ministero dell'Economia e Finanze che potrebbe avviare la produzione made in Italy di vini dealcolati previa autorizzazione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Il 33-ter prevede in particolare che possono essere autorizzati a ridurre il titolo alcolometrico i produttori di vino che operano in regime di deposito fiscale e che l'alcol etilico ottenuto, raccolto in un recipiente sigillato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia sottoposto ad accisa.

«Questo provvedimento farà finire sul nascere la filiera italiana dei vini dealcolati in quanto pone dei limiti produttivi e un carico burocratico alle cantine tali da scoraggiare ogni investimento in questo innovativo business - commenta Paolo Castelletti, Segretario Generale di Unione Italiana Vini (Uiv) -. E il Mef non otterrebbe alcun ricavo azzerando i nuovi investimenti e peggiorando la competitività del made in Italy. Una beffa dal momento che era in dirittura d'arrivo un decreto del ministero dell'Agricoltura, frutto di dialogo e concertazione con la filiera enologica, che portava fuori i dealcolati dal sistema delle accise e aveva come unico limite quello di essere applicato solo ai vini generici e non a quelli Dop e Igt. Ora l'unica speranza è che il ministero dell'Agricoltura si confronti e trovi una quadra col Mef».

TAG: DEALCOLIZZAZIONE,PAOLO CASTELLETTI,UIV

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