
3 Aprile. È questa la data inchiodata sugli ingressi di bar, ristoranti, pizzerie, pub, trattorie, luoghi d`incontro quotidiano per gli italiani. Sta soffrendo il mondo del fuoricasa, settore icona del Lifestyle italiano, che il sociologo americano Ray Oldemburg ribattezzò come il “Terzo Luogo”.

Dopo casa e lavoro, infatti, il mondo Horeca occupa la maggior parte della giornata di ognuno di noi, proiettandoci nella dimensione della socialità. In tal senso, l`isolamento forzato imposto dal Coronavirus ci ha privato, dunque, di qualcosa di essenziale inducendo ansia e stress. Venuta meno quindi la umana necessità di relazione, resta da chiedersi: come si comporterà il consumatore nel post Coronavirus e quanto lo stress accumulato andrà ad incidere nelle sue scelte quotidiane?
Autorevoli psicologi affermano che gli italiani dovranno in qualche modo fare i conti con un disturbo post-traumatico da stress che condizionerà necessariamente anche la frequentazione dei luoghi pubblici, bar ristoranti pizzerie. Passata l’emergenza gli italiani porteranno con sé il timore generato dalla pandemia COVID-19, almeno per un po`. La speranza è che ciò non sia motivo di una prolungata inibizione alla vita sociale. Di fatto é lecito chiedersi, come cambierà ristorazione?
Per Francesco Malaguti, presidente di Camst che opera nella ristorazione collettiva, dopo il coronavirus il mondo della ristorazione, cambierà inevitabilmente, non si tratterà solo di gestire l’emergenza, ma anche di cominciare fin da subito a lavorare a quelle necessarie innovazioni che lo scenario, tutt’ora in evoluzione, richiederà alle imprese del settore. Una più spiccata vocazione green, cura maniacale dell’igiene nei locali, una maggiore e più attenta gestione del customer care per rassicurare e coccolare ancor più o propri clienti. È la ricetta di Marco Ranocchia, proprietario di Planetone. Basterà tutto questo per vincere la sfida difficilissima che la ristorazione italiana si troverà ad affrontare passata l’emergenza sanitaria, dovendo fare anche di conto con un fermo che ha creato una voragine nei conti economici?
Non sarà facile, sarà una lunga nuova faticosa rincorsa, ma per il momento l’auspicio è quello di ripartire quanto prima.
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