05 Settembre 2013

Estate fredda e autunno caldo


E anche l’estate 2013 è andata. Non la ricorderemo certo come una delle migliori. I suoi chiaroscuri climatici hanno condizionato non poco gli affari: niente picchi di vendite, ma piuttosto incassi e volumi stagnanti. Un dato di fatto che sta lì a confermare, a distributori ed esercenti Ho.Re.Ca., che la bella stagione non è più quella “cassaforte” nella quale trovare le risorse di un intero anno. Ora ci attende un autunno caldo.

Giuseppe-Cuzziol.jpgRendere l’offerta flessibile, diversificare e, lì dove è possibile, destagionalizzare, dovrebbero essere le opportune soluzioni, ma non è facile attuarle. Anche perché la situazione economica complessiva non ha offerto, e non offre, il benché minimo segnale di ripresa. Anzi, per certi versi permangono incertezze e timori.

Il Governo del “tutti insieme” non riesce ad incidere in maniera significativa sul rilancio dell’economia: ingessata da diktat interni, imbolsita dalle direttive europee, condizionata da un debito pubblico abnorme, nell’impossibilità di agire sulla leva della tassazione visti gli insostenibili livelli ormai raggiunti, l’unica cosa che riesce a fare è “spostare”, con poca immaginazione e molta improvvisazione, le poche risorse di cui dispone. Operazioni nelle quali non sempre si coglie una logica e un senso.

Ad esempio, non ha logica dirottare i fondi destinati a favorire l’apprendistato e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro a supporto della cassa integrazione, la quale, per carità, resta una pur necessaria preoccupazione di uno Stato moderno e civile. Un’incombenza nella quale però non tutti sono coinvolti, ad esempio, per le tante imprese di distribuzione in difficoltà in questi ultimi tempi, la cassa integrazione non è prevista. Figli e figliasti di uno Stato che ha ancora tanto da aggiustare. Uno Stato che, oltre a sperperare meno, deve soprattutto trovare voglia e capacità di guardare al futuro. Tagliare i fondi per l’apprendistato e non favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro è come chiudere la porta al domani.

Lo sa benissimo anche la Italgrob che continua con convinzione, insieme alle aziende della AFDB, a sostenere lo specialistico corso Horeca Distech, giunto alla XV edizione. Vogliamo i giovani migliori e preparati nelle nostre imprese. Sappiamo benissimo che non potremo tirarci fuori dal pantano senza salire sulle loro spalle. Così come non possiamo permetterci di rinunciare al loro entusiasmo, alla loro creatività, al loro entusiasmo, al coraggio e, per certi versi, anche alla loro incoscienza. I giovani sono “forza” e allo stesso tempo “prospettiva”. L’unica prospettiva dalla quale potremmo affrontare senza timori anche un`altra estate fredda per poi tuffarci in un autunno caldo, come quello che ci attende.

Giuseppe Cuzziol

Presidente Italgrob

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