14 Gennaio 2011

Il 2011 sarà l’anno dei Ristoranti 2.0


ristorante20.jpgMolti ristoratori e catene ristorative, hanno già impegnato importanti budget per “connettersi” con i consumatori.
Le agenzie di comunicazione food, stanno mettendo in atto nuove strategie di foodmarketing, creando un mix tra attività social e off line. I risultati sono ottimi soprattutto in fase di ristrutturazione o start-up di un ristorante, la nuova apertura di locali.
Almeno cosi risulta dallo studio e dall’indagine food & beverage avviata a fine 2010 dall’agenzia Idea Food and Beverage nelle città di riferimento Roma, Milano, Modena, Cosenza, Verona e Padova. Una ricerca per determinare le nuove tendenze, nel tentativo di anticiparle e porporle ai clienti più esigenti ed evoluti.
Oggetto della ricerca oltre 1000 ristoratori, 4000 clienti, 50 food and beverage manager; analizzati anche i partner di comunicazioni, le agenzie, gli uffici stampa, i consulenti di enogastronomia e i giornalisti. Quasi 7000 i questionari analizzati per valutare le ipotesi per il futuro nel mondo della ristorazione.
Il primo dato è sicuramente quello che è idea diffusa quella di sfruttare i social media e le tecnologie per andare oltre le tradizionali attività di comunicazione e di fidelizzazione; l`anno promette un miglioramento per l`industria della ristorazione assediata, negli ultimi anni da mille problematiche tra cui il costo del lavoro e le nuove leggi e adeguamenti normativi.
Il tentativo di Idea F&B, dello staff di consulenti marketing nel mondo enogastronomico e dei food and beverage manager, è quello di ideare un nuovo concept che unisca la tendenza ormai diffusa dello street-food con quello delle app con il riconoscimento della posizione.
E’ stato così ideata la possibilità di valorizzare anche le piccole comunity di consumatori che si identificano nel social-web per poterli poi via via “incontrare” nei circuiti urbani.
Altri dati emergenti dall`indagine di Idea Food and Beverage:
- I ristoranti gourmet con prezzi poco accessibili continueranno a soffrire fatta salva una ripresa dei pranzi (conseguente alla inevitabile diminuzione della “quenta”).

- I ristoratori si scontrano con la riduzione della spesa pro-capite e la ricerca da parte del consumatore del prezzo più basso. Si sta proponendo/imponendo un modello "low pricing" con l`adozione di "ogni giorno a basso prezzo" offrendo così la possibilità di scegliere una pietanza che sarà comune a gran parte del pubblico. Questo modello sta portando già buoni risultati nei locali con più di 50 posti a sedere, soprattutto orientando i consumi verso prodotti meno conosciuti (magari di maggior qualità), in quantità ridotte ( soprattutto riguardo il Vino e il mondo beverage in genere) rinunciando magari a “confort” gastronomici come la stoffa e la porcellana.
- Sarà l’anno anche delle soft-ristrutturazioni del tipo "rinfresca e rimodella" per andare verso luoghi di intrattenimento eno-gastro-culturale e mini-format per piccole comunity di consumatori di nicchia. Successo garantito per quelli che diventano in questo integralisti e rigidi?
- Salute e benessere. Tra le idee che stanno diventando moda e partite proprio grazie alle “menti” di Idea F&B, si stanno imponendo i ristoranti/trattorie/bar che consentono al consumatore di seguire la dieta, fornendo un servizio personalizzato con un prezzo adeguato e accessibile. Il cliente teso all’obbiettivo della dieta (dimagrimento, salute, benessere, moda) pone il prezzo in secondo piano, a favore della della necessaria e desiderata personalizzazione del menù, magari con alimenti biologici e integrali.
- Aumenta la consapevolezza del consumatore sempre piu` "consum-attore" che riconosce e individua sempre piu` nei prodotti e sempre meno nei brand il valore del food e del beverage. Acennare a elementi social nel menù e` elemento fattore non solo di fidelizzazione ma anche di passaparola.
- La sicurezza alimentare , la "tracciabilità", l’individuazione della filiera, delle caratteristiche del prodotto, dei valori nutrizionali sono tutti fattori che contribuiscono nella scelta non solo del prodotto ma anche del locale. Lo dimostrano i monomarca che propongono prodotti DOP, che parlano del territorio, e antepongono l”esperienza” al prodotto.
E’ chiaro che la legge del successo non la conosce nessuno e attenti a chi vi regala proposte vincenti e convincenti in tempi brevi; seguire le tendenze significa avere il coraggio di rimanere coerenti alle proprie idee, al concept e alla linea proposta e come visto premia anche qualora l’esito sia rigido e inflessibile.
Certamente i luoghi di consumo stanno diventando sempre più luoghi di esperienza e il compito del ristoratore sta diventando molto più simile a quello degli “aggregatori” nel web magari con la possibilità di suggerire la condivisione.
Per chi ama la sintesi il 2011 sarà un anno 2.0 per tutta la ristorazione; insomma sharing is caring! e forse sarà anche il segreto di alcuni successi.

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