
Anche quest’estate è ritornata la diatriba sulle sagre, feste di paese con l’obbiettivo di tutelare e promuovere a livello locale prodotti tipici ma che, nel tempo, sono spesso diventate “ristorazione alternativa”, in aperta competizione con pizzerie, bar e ristoranti.
Anche per l’estate 2012 Fipe-Confcommercio fa notare che gli eventi enogastronomici, concentrati nell’arco di pochi mesi, sono troppi, anche perché molte sono manifestazioni che nulla hanno a che vedere con il sapore autentico della sagra. Questi eventi, che spuntano come funghi dopo la pioggia nel periodo “caldo” e più promettente per la ristorazione, andrebbero, secondo Confcommercio, verificate e numerate in un albo.
Tra i vari esponenti della Confcommercio che risollevano il “problema sagra” c’è Pierantonio Genestrone di Confcommercio Valle d’Aosta che spiega come occorra "l`istituzione di un tavolo tecnico per stilare l`Albo delle Sagre autentiche e legate al territorio"; parla anche Leopoldo Gerbore di Fipe (Valle d’Aosta) che fa eco nel ribadire che bisogna "contrastare le sagre organizzate per solo lucro ingannando il consumatore" e "riconoscere all`impresa della ristorazione fulcro essenziale del sistema turistico locale”. Il giro d’affari delle sagre sarebbe almeno di un milione e mezzo di euro, in parte sottratti ai pubblici esercizi.
Ad agevolare le sagre è poi il regime semplificato per l’inquadramento del personale, per le misure di sicurezza e di prelievo fiscale, mentre i pubblici esercizi seguono regole precise e severe.
Gerbore specifica che non sono sotto accusa le sagre in sé “patrimonio che va difeso e valorizzato”: è importante piuttosto preservare le sagre autentiche e “spalmarle” durante l’anno, e non solo d’estate, rendendole attrattori turistici tutto l’anno. Le sagre, insomma, potrebbero essere alleate del turismo destagionalizzato, invece che competitor della ristorazione, settore che sta subendo cali importanti: secondo un sondaggio tra gli associati di Fipe-Confcommercio l`82% delle imprese ha dichiarato che nel triennio 2009-2011 ha subìto una riduzione del fatturato medio del 20 %.
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