I dati sui prezzi al consumo diffusi recentemente dall’Istat segnalano forti tensioni sui prezzi degli alimentari, in particolare caffè e zucchero, aumentati rispettivamente dell’11,5% e del 9,4% rispetto ad un anno fa. Al contrario, la tazzina consumata al bar continua a mantenere un profilo virtuoso nonostante i forti incrementi di prezzo subiti principalmente dalle miscele più pregiate destinate al canale. Nell’ultimo anno la variazione del prezzo della tazzina si è assestata intorno al 2,5%, ben al di sotto del tasso di inflazione generale. Nessuno è in grado di dire se questo atteggiamento di prudenza da parte delle imprese proseguirà nei prossimi mesi, ma è certo che la tazzina al bar resterà lontana dagli incrementi a due cifre registrati dal caffè consumato in casa. «Ancora una volta – commenta il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani - il bar si rivela in grado di assorbire gli aumenti delle materie prime a difesa del potere di acquisto dei consumatori».
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