Per i giovani il vino non è un bere quotidiano, a tavola tra le mura domestiche come prevede la Dieta Mediterranea, ma un consumo da occasioni speciali, in locali di tendenza e momenti conviviali. Sono i Millennials (popolazione di età compresa tra 18-35 anni e che oggi pesa per poco più del 10% sui consumi) la generazione su cui puntare per assicurare un futuro a questo comparto chiave per l`economia italiana.

Lo ha detto il responsabile Wine Monitor e direttore Area Agroalimentare di Nomisma Denis Pantini, in occasione di un incontro su "La Spergola, il vitigno ritrovato" oggi al Senato. Presenti la senatrice Leana Pignedoli, relatrice ddl sulla Biodiversità, insieme al viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero, al sindaco di Scandiano (Reggio Emilia) Alessio Mammi, e il presidente Agivi Federico Terenzi che sottolinea quanto la Spergola sia ``un mondo per giovani".
Oggi il consumo pro capite di vino è sceso in Italia a meno di 40 litri, meno della metà rispetto ai 100 litri a testa degli anni Ottanta. Secondo uno studio svolto da Wine Monitor nel 2017, l`84% dei giovani italiani ha consumato vino in almeno un`occasione negli ultimi 12 mesi e il 35% ha bevuto vino quasi tutti giorni o più volte a settimana.
I Millennials consumano vino soprattutto nelle occasioni fuori casa presso ristoranti, enoteche, wine bar (55% contro il 22% dei BabyBoomers), durante pranzi e cene di divertimento con amici (il 65%), in occasioni speciali come compleanni/feste (49%) e, naturalmente, all`aperitivo (46%). Il criterio che guida i giovani nella scelta del vino è innanzitutto la tipologia e, in secondo luogo, il territorio di origine (indicato dal 21% come primo fattore determinante nell`acquisto). Inoltre i consumatori più giovani si dimostrano maggiormente influenzati dal packaging e dal consiglio di amici e negozianti e sono più attenti a caratteristiche che richiamano la "naturalità" (secondo il 26% dei Millennials tra i top attributi/caratteristiche dei vini che creeranno nuovi trend di consumo in futuro ci sono i vini sostenibili, seguiti da quelli biologici con il 18%).
Fonte ANSA
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