05 Dicembre 2012

Birra in Francia: +160% di tasse


In Francia è stata approvata ieri in parlamento una nuova legge che avrà pesantissime ripercussioni sul settore birrario: l`aumento della tassazione sulla produzione brassicola del 160%, sollevando l’ira degli addetti ai lavori.

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È l`ennesimo provvedimento contro tutte le bevande alcoliche, ma in questo caso è la birra a farne le spese, mentre il vino è colpito solo in minima parte, come accade in Italia. Il disegno di legge francese aveva alimentato pesanti critiche sin dalla sua prima formulazione, facendo schierare contro di esso birrai, publican, consumatori, politici, cittadini e celebrità. Gli sforzi sono stati inutili, perché il Parlamento ha confermato l’aumento del 160%, nonostante il tentativo del Senato di ridurre l’impatto al 120%, chiaramente sarebbe stata una magra consolazione.

Purtroppo, però, la nuova legge sarà applicata anche alle birre importate in Francia, con buona pace di quei birrifici che avevano visto nella renaissence birraria transalpina un interessante mercato da conquistare. E le critiche fioccano da tutte le parti, comprese quelle di Pierre-Olivier Bergeron, segretario generale dell’associazione Brewers of Europe, il quale, ha affermato che il settore brassicolo è stato quello più colpito, proprio durante questo duro periodo di crisi che ha visto nascere una serie di microbirrifici, piccole aziende colpite anch`esse, inesorabilmente, da questo provvedimento. Va sottolineato, poi, che la birra è la bevanda più leggera tra tutti gli alcolici e che la stangata è ricaduta anche sulle birre analcoliche.

Purtroppo, anche in Italia si sta diffondendo l’opinione che la spesa pubblica per l’abuso di alcol debba ricadere su chi produce alcolici e, quindi, a rimetterci, come nel caso della Francia, sarebbe sempre l’anello più debole: i birrifici artigianali. Infatti, l’assurdità del provvedimento francese è quella di avere annullato le differenze, che la legge prevedeva, tra birrifici di diversa grandezza. Fino a ieri, infatti, in Francia ogni birrificio doveva pagare le tasse in base alla sua produzione annua: 1,38 euro per aziende sotto i 10.000 hl, 1,64 euro per birrifici tra i 10.000 e i 50.000 hl, 2,07 euro per birrifici tra i 50.000 e i 200.000 hl e 2,75 euro per tutti gli altri. Ora, invece, tutti i birrifici sotto i 200.000 hl risultano uguali: clamorosamente il danno è stato maggiore per i birrifici più piccoli e per quelli industriali, mentre più contenuto per quelli medi.

A causa di questa legge è previsto un calo del mercato brassicolo del 15%, con gravi ripercussioni sui posti di lavoro esistenti. La nuova tassazione porterà a un aumento del prezzo dei prodotti artigianali da 25 a 40 centesimi, causando uno spostamento repentino dei consumi di alcool dai locali pubblici ai luoghi domestici. Fenomeno che dal 2007 ha portato alla chiusura di 12.000 locali.

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