
E’ caos in Italia per le denominazioni d’origine del vino. La riforma dell’Ocm Vino, che conferisce pieni poteri alla Commissione Europea sulle regole dei vini Doc, penalizza di fatto i paesi membri su ogni decisione. A loro spetta soltanto esaminare le pratiche pervenute entro lo scorso 1 agosto 2009 e le procedure nazionali (entro il 2011). In Italia sono giunte ben 320 domande per la modifica di disciplinari o di istituzioni di nuove Doc. Molte delle richieste prevedono le modifiche dell’area di produzione, imbottigliamento e vinificazione.
Lo scontro principale si sta verificando ad Asti, comune escluso dall’elenco di 52 comuni inseriti nel disciplinare di produzione. Un vero e proprio paradosso, considerato che viene estromessa di fatto la città che conferisce la denominazione. In Emilia Romagna, invece, si corre il rischio di eliminare le province che producono il Lambrusco fuori dai confini regionali (Piemonte, Veneto e Lombardia). In Puglia, infine, alcuni produttori della provincia di Foggia hanno presentato domanda per il riconoscimento della nuova Doc “Terre del Nero di Troia”. Una proposta che ha scontentato i produttori dell’adiacente provincia Bat, che hanno dimostrato come nel territorio foggiano si produce soltanto il 9% delle uve per il Nero di Troia, contro il 90% proveniente dai consorzi della Bat.
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