Vino
24 Novembre 2023La burocrazia mette ancora in difficoltà le imprese del comparto vitivinicolo che potrebbero bruciare milioni di euro

Sono centinaia di milioni le etichette già stampate che rischiano di andare al macero e milioni le bottiglie di vino già immesse sul mercato che risulteranno “fuorilegge”: ancora una volta la burocrazia della Commissione europea colpisce il vino e, a pochi giorni dall’adozione della nuova normativa sull’etichettatura prevista per l'8 dicembre, cambia le carte in tavola pubblicando le linee guida che di fatto azzerano quanto accordato.
Unione Italiana Vini (Uiv), assieme al Comitato europeo delle aziende vitivinicole (Comité Vins – CEEV) chiede la modifica urgente di tali linee guida che di fatto mettono in fuori gioco un’economia europea da 147 miliardi di dollari l’anno. Con le linee guida relative alla nuova etichettatura dei vini circa l’indicazione degli ingredienti, è bastato un cavillo per cambiare le regole del gioco: se fino a pochi giorni fa era inteso comunicare la lista degli ingredienti attraverso un QR code con la lettera “i” (di informazione), adesso la Commissione ha imposto l’inserimento – contro la volontà principali Paesi produttori – anche del termine “ingredienti”.
«C’è un’Europa che a volte si fa matrigna con le sue imprese e purtroppo ciò sta accadendo sempre più spesso con quelle del nostro settore» ha detto Paolo Castelletti, il Segretario generale di Unione Italiana Vini (Uiv). «Le aziende vinicole, assieme a Uiv, sono da sempre sostenitrici della trasparenza nei confronti dei consumatori, come dimostra il fatto che, per primo, l’intero comparto abbia già adottato quanto previsto dal Regolamento Ue 2021/2117. Ora un dietrofront con la sorpresa di una nuova interpretazione al regolamento che rappresenta un buco nero sul futuro delle nostre imprese».
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